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anno 07-08

TITOLO:La Prima F in visita al castello di san Giusto



La visita al castello

Micheze e Jacheze
Mercoledì 14 maggio siamo andati a visitare il castello di san Giusto uno dei monumenti storici più rappresentativi della nostra città.
Appena superato il ponte levatoio ci siamo ritrovati nell'atrio del castello faccia a faccia con.....Micheze e Jacheze, proprio quelli originali.....avete presente........"quelli che batti le ore di questa città;".

Prima di iniziare il grande giro ci siamo incontrati con il dott. Giorgio Potocco che ci ha fatto da guida, svelandoci tutti i segreti ( tutti quelli consentiti, s'intende...) di questa meravigliosa fortezza.

"Ragazzi, questo castello, nonostante le apparenze, non è molto antico, risale a pochi anni prima della fine del medioevo; la costruzione più antica è la casa del capitano che fu eretta verso il 1472."

Abbiamo cominciato a tempestarlo di domande.........
Perchè stata costruita così in alto? E chi l'ha fatta costruire? E chi era questo Capitano?


"È stata costruita su uno dei colli più alti della città perché da questa posizione si poteva controllare tutta la città di Trieste. Fu fatta costruire dall'imperatore d'Asburgo, Federico III per il capitano di Trieste nominato dall'imperatore."

"Ah! Per questo la prof. ci ha parlato dell' edificio fredericiano!"

"Eh già! Non conosciamo il nome dell'architetto che si occupò della sua costruzione. La presenza di un capitano si rese necessaria a Trieste dopo che la città ebbe firmato l'atto di dedizione all'Austria, ponendosi sotto la sua protezione militare ma mantenendo la propria autonomia" il piazzale del castello


La casa del Capitano si presenta come una fortezza rettangolare, a due piani, sormontata da una torre a forma di L. Adesso, in cima alla torre ci sono delle antenne perché quello è il punto più alto del colle di San Giusto e questo ottimizza le trasmissioni.
Abbiamo quindi percorso i camminamenti lungo le mura e ci siamo fermati nei bastioni, che erano degli elementi di difesa estremamente importanti.
La nostra guida ci ha spiegato con molti particolari che i bastioni venivano usati principalmente per posizionare i cannoni che servivano a difendere la città in caso di attacco. Furono costruiti sui tre angoli delle mura del castello perché così ciascuno di essi riusciva a proteggere uno degli angoli e la loro forma era studiata per far sì che le panne dei cannoni nemici non riuscissero a penetrare nel muro.


la visita al castello
I tre bastioni sono stati costruiti in epoche diverse.
Il bastione Veneto fu costruito nel 1508-09 dai veneziani; ha una forma rotonda, e quindi era meno adatto a riporre i cannoni.
Il secondo bastione, chiamato Lalio, dal nome dell'architetto che lo costruì risale alla metà del XVI secolo. È di forma poligonale.
Infine il bastione chiamato "de Pomis" ( anch'esso dal nome del costruttore ) che fu completato nel 1630 ha una forma triangolare.

All'interno della Casa del Capitano abbiamo visitato sale piene di bacheche con armi di tutti i tipi e armature.
C'erano pistole di tutte le misure, con il tamburo e senza, spade, spadini e lance alcune decorate ed altre semplici.


armi

Ma come funzionavano le prime pistole?
"Per caricarle occorreva molto tempo in quanto bisognava avere la pietra focaia da posizionare in bocca al cane e due tipi di polvere, quella sottile contenuta nella fiaschetta e quella grossa nella fiasca. Tirando il grilletto il cane batteva contro la pietra focaia che rilasciava delle scintille che incendiavano la polvere sottile, che era inserita nello scodellino, e questa a sua volta accendeva quella grossa facendo partire il colpo. Si potevano sparare al massimo due colpi e poi era necessario ripulire la canna"

Lungo le mura abbiamo notato delle nicchie

"Servivano a proteggere i cannoni durante i periodi in cui non venivano usati; i cannoni erano molto delicati perché costruiti di metallo e legno. Siccome in caso di combattimento bisognava spostarli, erano muniti di ruote, più piccole in quelli che dovevano fare brevi spostamenti, tipo per difendere le mura, grandi in quelli che si usavano per assediare i castelli.
Ogni cannone poteva sparare solamente un determinato numero di colpi nella sua vita e così c'era un artigliere che aveva il compito di tenere questo conto."
un doge Un ambiente che ci ha molto colpito è stata la cucina; non ci sono più i mobili ma è rimasto il caminetto, decorato all'interno con piastrelle e con rilievi scolpiti nel legno.
Il soffitto una volta era decorato con stelline dorate su sfondo blu.

"Dovete sapere che a quell'epoca i colori erano molto costosi e pregiati, soprattutto proprio il blu e l'oro. Il Capitano pranzava qui o anche sulla terrazza da cui si godeva un panorama invidiabile!"

Abbiamo detto tutto? E la sala Caprin?
Calma, calma, ora ci arriviamo.... Dicevamo la Sala Caprin...... Eccola!

"In questa grande stanza sono stati portati i mobili appartenenti alla casa dello storico e collezionista Giuseppe Caprin: il soffitto è decorato con una grande tela "Il trionfo di Venezia" di Andrea Celesti. Al centro della sala c'è un tavolo di legno massiccio, con delle sedie dallo schienale intagliato, ai lati cassapanche in legno con dorature e due sculture raffiguranti due dogi di Venezia".

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Le nostre impressioni

la citta vista dal castello Beh! E noi cos'altro possiamo aggiungere?
Il giro guidato è stato molto interessante e in certi momenti anche curioso.
Il castello è più grande di quanto mi immaginavo vedendolo dall'esterno e dai bastioni offre una vista spettacolare della mia meravigliosa città.
L'interno è ricco di particolari interessanti e passando da un ambiente all'altro è facile immedesimarsi nei personaggi del passato che lo hanno abitato per anni! (Alessia)

Io immaginavo che il Castello all'interno fosse riccamente arredato. In realtà solo la Sala Veneta (o Caprin) è arredata con mobili antichi e preziosi, arredi che originariamente non si trovavano nel castello ma sono stati donati da un ricco signore. (Caterina)

un soffitto Entrando nelle stanze del castello mi sono accorta di quanto erano basse le porte: gli uomini erano davvero piccoli!
Il cortile era molto grande e luminoso. E pensare che secoli fa hanno calpestato lo stesso suolo delle persone completamente diverse da noi, che non riesco nemmeno ad immaginare....(Elisa Sc)

La tela sul soffitto della Sala Caprin raffigura la personificazione dei continenti e avete notato che l'Europa è sul toro? (Sara Z.)

Dove oggi c'è l'armeria, c'era un passaggio segreto che andava sottoterra e portava.....ad una sorgente! Proprio così: il Capitano aveva l'acqua in casa. Purtroppo adesso quest'acqua è sporca e non si usa più.(Carolina)

Sono rimasta molto sorpresa che nella casa del capitano ci fosse l'acqua.....(Federica)

 i ragazzi in visita Ma la cosa più affascinante è il soffitto della cucina, tutto decorato con stelline dorate su sfondo blu. Doveva essere stupendo! (Carolina)

I cannoni erano tutti battezzati con nomi che ne sottolineavano la pericolosità come "Ira di Dio", "Tempesta", "Scacciadiavoli", "Sputafuoco" ecc.......(Elisa Su, Ethan, Elia)
Un cannone sembrava non avesse un suo nome: forse si chiamava Ira di Dio ma io fra me e me ho pensato "Altro che Ira di Dio, questo potrebbe chiamarsi Osman, l'ira....della prof!"(Veronica)

Mi sono divertita molto e mi sembra di avere fatto un'esperienza fantastica (Veronica)

Per me è stata un'esperienza bellissima, abbiamo scoperto tante cose nuove e sembrava di essere ritornati indietro nel tempo. Vorrei ringraziare le proff. Che ci hanno portato: GRAZIE! (Silvia)


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Superintervista


Elisa: Lei si trova qui da moltissimi anni. Mi vuole raccontare qualcosa di particolare che le è accaduto?


armatura con fumetto il cui testo e' riportato nel d tag |D|


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TITOLO: Viaggio nel tempo

Coordinate:
Data: 9 Luglio 1690
Luogo: Tergeste - S. Giusto -castello - S. Barbara
Ora: sera

Avvertenze:
Allacciare le cinture. Viaggio non consigliato ai deboli di stomaco (sacchetto nel vano posteriore).
Non si assumono responsabilità nel caso di dispersione o morte del cliente....
Grazie di avere scelto la nostra agenzia!


                      Ed ora........
TESTO: SI PARTE
il castello

La prima cosa che si nota è la gente: soprattutto soldati che animano la piazza, sono molto più piccoli della media dei nostri tempi. I pali e le bombole di emergenza non ci sono e così nemmeno rampe, scalinate e monumenti. Il cancello che chiude l'accesso al bastione triangolare non esiste. Sotto le arcate sono riposti alcuni cannoni, al riparo dalla pioggia. Già si avvicina un temporale ed in piazza c'è grande movimento: bisogna portare i cannoni all'interno della S. Barbara al più presto, potrebbero rovinarsi. I soldati sono indaffarati e non sembrano accorgersi di me, seppure sia strano trovare una ragazzina, vestita in jeans e maglietta.... all'interno di un castello medievale! Ne fermo uno:
- Mi scusi, cosa state facendo? -
Il soldato, occupato a trasportare un cannone, risponde senza guardarmi
- Non vedi? Sto portando dentro il cannone a me affidato. Si chiama "L'ira di Dio".
Ogni cannone ha un nome. È nuovo di zecca - dice dandogli una pacca affettuosa - pensa che non ha ancora tirato nemmeno un colpo. Bravo e bello il mio cannoncino, eh......- accarezzandolo - qui terrò il segno dei colpi. Ovviamente non l'ho ancora usato. Aspettiamo un assalto dei nemici! Ehi- dice, come se mi notasse per la prima volta – ma tu cosa ci fai qui? Chi ti ha mandato? Ti devo portare subito dal Capitano! Dovrebbe essere appena rientrato dalla città.
il castello Affida il suo cannone ad un altro cannoniere, raccomandandogli estrema cura, mi afferra e mi trascina, con molta poca grazia, non per la rampa che abbiamo attraversato per arrivare al bastione circolare ma attraverso la porta d'accesso alla Casa del Capitano perché.... la rampa non esiste! Attraversiamo una sala che non riconosco e saliamo al piano superiore. Riconosco il lungo corridoio dove erano esposte le armi, ma tutto è arredato in modo differente. Percorriamo la cucina: il soffitto stellato è stupendo! Alcune donne sono occupate a preparare la cena del Capitano Hamilton. Sono vestite con un lungo vestito a fiori ed un grembiule. Cucinano lardo e minestra di verdure.........lo dicevo io che non mi sarebbe piaciuto il loro cibo! Proseguiamo e arriviamo nella sala maggiore ( la futura Sala Caprin ). Il Capitano è intento a firmare alcuni documenti e a leggere delle carte in attesa della cena. Il Capitano è "alto"(per quel tempo) e vestito elegantemente; porta i basettoni e la barba folta. è molto concentrato su quello che fa e non si accorge di noi.
- Capitano...Ehm.... Capitano?
- Eh? Sì che c'è?
il castello - Ecco, stavo mettendo il mio cannone al riparo quando ho notato questa ragazzina e, guardi come è vestita, ho pensato che potrebbe essere un'infiltrata.
- Sì, sì, certo - riprendendo a guardare i documenti - la lasci qui. La interrogherò. Ma, in ogni caso, mi stupisco di lei. Come può aver pensato che una FEMMINA, e così giovane per giunta, possa essere un'infiltrata? Non importa. Ora vada a fare il suo lavoro.
- Sissignore, subito signore. Mi scusi Signor Capitano -sull'attenti.
Con molta cura ripone le sue carte in un cassetto, mi guarda e dice:
- Dì un po', e tu chi saresti?
Non sapendo cosa rispondere dico:
 targa della Santa Barbara
-Una ragazzina, vengo da un altro paese nelle vicinanze. Mi sono persa.
Fortunatamente non mi fa altre domande.
-Va bene, non puoi essere una spia, ti lascerò libera. Ma, dimmi, come sei riuscita ad entrare? Non hai trovato all'entrata dei soldati che montavano la guardia?
- No, non ho trovato nessuno. Anzi, a dir la verità c'erano alcuni soldati, ma dormivano- mentii.
- Molto grave. Ti ringrazio dell'informazione. Prenderò provvedimenti.
Tirò fuori le sue carte e ricominciò a scrivere.
- Cosa sta facendo?-
- Mmmh- va bene, te lo dirò. Sei innocua e non vedo come potresti utilizzare queste informazioni a mio svantaggio. Ultimamente mi sto occupando dello sviluppo della città e probabilmente mi trasferirò. Sono stufo di fare ogni giorno un tragitto così lungo per arrivare in centro.
Ovviamente sono informazioni riservate che non devi assolutamente rivelare!
- Certamente Signor Capitano.-
- Visto che si fa notte e piove forte, rimani a cenare con me! -
- Ehm... cosa c'è per cena?
- Il solito..... non c'è molta scelta. Lardo e minestra.-

 la fontana
- Ah. Beh, io...... -Uhm-
- Ti offro una grande opportunità: cenare con il Capitano! Non ti capiterà una seconda volta. - Beh, se la mettiamo in questo modo......- penso " mangerò minestra di VERDURE e un grosso pezzo di LARDO, ma cenerò con il Capitano. Sopporterò."- credo che accetterò. Il mio stomaco si contorce per la fame.
Le cameriere arrivano con le portate. Il cibo non è squisito ma accettabile. Finita la cena il Capitano, tipo taciturno e riflessivo, si affaccia alla finestra e osserva la pioggia, i lampi, i fulmini...


BOOOOOOOM! Sembra che il suolo tremi sotto i miei piedi. Dalla finestra che da sul cortile intravedo del fuoco e la S. Barbara distrutta.
Il Capitano è sconvolto e grida: Allarme, allarme, allarme!!!
Subito accorrono le guardie.
- Presto! La S. Barbara va a fuoco! Suonate la campana!
DIIIIIIIIIING, DEEEEEEEEENG.........
è proprio il momento di andarsene!!! Di volata........


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